Il bagno dopo pranzo: si può fare o no?

Scritto da il 22 Luglio 2018

Fare il bagno dopo pranzo è pericoloso si o no? E’ il più diffuso dei miti sul rischio di annegamento: la convinzione secondo la quale è necessario aspettare 2 o 3 ore dopo mangiato, in base a quello che si è mangiato. E’ vero oppure no?

Sin da piccoli le nostre mamme ci hanno inculcato nel cervello la regola per la quale buttarsi in acqua dopo un lauto pasto non è cosa buona e giusta. Anzi, sarebbe qualcosa da evitare assolutamente per scongiurare rischi letali quali congestione, problemi cardiologici e, conseguentemente, l’annegamento.

Tuttavia il “testo sacro” mondiale sull’annegamento (Handbook of drowning) non include questa norma. “Non è mai stata dimostrata alcuna correlazione tra digestione e annegamento, la tanto temuta congestione addominale in medicina non esiste nemmeno”.

“E’ una diceria unicamente italiana, che si basa su una spiegazione fisiopatologica infondata”, assicura Riccardo Ristori di Salvamento Academy.

“Non esiste neanche il rischio di shock termico, che sconsiglierebbe di tuffarsi dopo essere stati a lungo al sole, a meno che la temperatura dell’acqua sia inferiore ai 5°C. Cosa molto improbabile d’estate sulle nostre coste”.

La saggezza popolare, in ogni caso, ha sempre un suo (pur vago) fondamento. È vero che alcuni cibi ci mettono più di altri prima di essere digeriti: la verdura cruda e la frutta circa 30-40 minuti, le patate e il pesce circa un’ora, la carne rossa quasi 3-4 (il maiale addirittura 5).

Bisogna astenersi dai bagni per tutto questo tempo? Ovviamente le misure da adottare sono la prudenza e la moderazione: è preferibile consumare pasti leggeri e non troppo grassi o fritti quando si ha intenzione di stare per molto tempo al sole e poi magari tuffarsi in mare, e soprattutto evitare l’alcool.

Tutto ciò renderà la digestione più veloce e i rischi di congestione molto più ridotti.


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